La marcia di avvicinamento al possibile addio di Conte ripropone il solito copione di quasi tutti i giornalisti sportivi napoletani: maldicenze e rumors a fiumi, con il solo fine di far passare Conte come uno che è meglio levarsi di torno.
Lo avevamo predetto un paio di giorni fa, che questa sarebbe stata una settimana avvelenata. Anziché fare un bilancio della stagione e ringraziare chi andrà via per quello che ci ha dato, è partito l'elenco delle cose da rinfacciare a Conte, condite da aneddoti che vogliono solo alimentare veleni (perché quelli fanno clic).
In due giorni Conte è diventato il "dittatore" di un intero club, malvisto da mezzo spogliatoio, in rotta con il diesse Manna e con lo staff medico.
Ma del resto questo stesso copione venne seguito anche con due mostri sacri come Benitez e Ancelotti.
Ed è ancora più paradossale - visto che molti oggi ne invocano il ritorno - che venne fatto pure con Sarri che fu accusato di integralismo, di paraculismo, di scarsa attitudine al turnover oltre che di bassezza morale per aver negato a Christian Maggio la passerella d'addio nell'ultima inutile partita di campionato.

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