L’esterno sinistro del Napoli Leonardo Spinazzola ha parlato a Sky Sport.
L'anno del Centenario. "Uno stimolo in più a dare il massimo, qui a Napoli poi si respira un'aria diversa e giocarci è speciale. Lo facciamo per tutta la città, per ognuno che ci sostiene".
Uomo-spogliatoio. "È normale che con il tempo cambino le cose. All'inizio ero nuovo, ma dopo due anni ti integri ancora di più in tutto il mondo Napoli, a Castel Volturno, nella vita quotidiana del club. È un processo naturale".
La sfida più grande. "Quella con noi stessi. Cercare di migliorarsi in ogni zona del campo. Questa è la sfida principale, che poi si trasforma in successo di squadra. Ma prima è una sfida individuale, molto personale"
Crescita personale. "Sotto l'aspetto mentale sono sempre stato tranquillo, andavo sereno alle partite anche quando ero giovane. Quello che è cambiato è la consapevolezza fisica e la lettura del gioco. Prima ero un po' più istintivo, adesso capisco e leggo meglio le partite grazie all'esperienza e a tutti gli allenatori che ho avuto".
Estate 2027. "Tra un anno vorrei sapere che tutti i tifosi del Napoli sono felici..."
Chiudere la carriera in azzurro. "Era la mia intenzione già dall'anno scorso. L'ho sempre detto chiaramente anche alla società: questo era il mio desiderio. So che tra due anni avrò 35 anni, e nel calcio non si sa mai. Però il mio desiderio è questo".
Su Allegri. "Quando lo ebbi alla Juventus ho imparato che solo a febbraio o marzo inizi a vedere e a sperare in qualcosa. Per adesso devi solo vincere più partite possibile e andare il più in alto possibile. Come allenatore mi ricordavo la sua intensità, però mi ricordavo meno lavoro a secco. L'aspetto fisico è cambiato, si lavora molto di più sulla forza. Per il resto è lo stesso Allegri: molto equilibrato, gli piace scherzare e creare un bel rapporto con tutti, però in campo in quell'ora e mezza ci fa andare veramente forte".

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