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NAPOLI sballato, confuso e senza palle. La ROMA vince 2-1, ANCELOTTI ci ha portato indietro e non avanti

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Azzurri lontani anni luce da quelli di due stagioni fa: la ricetta tattica di Ancelotti è scaduta e non fa effetto
L'obiettivo è la Champions, a prescindere che sia secondo, terzo o quarto posto. Adesso speriamo che sia chiaro a tutti. Perché questo Napoli era e resta lontano anni luce da essere da Scudetto, e sotto questo punto di vista Ancelotti ha fatto fare diversi passi indietro e non avanti, visto che aveva ereditato una squadra seconda a -4 e oggi se ne vede una squilibrata, con giocatori incostanti e regali in attacco e difesa.
Se De Laurentiis voleva fargli valorizzare tutta la rosa, faccia due conti perché mi sa che il valore è sceso di un bel po'.

Bocciato in modo secco Ancelotti (che non sta affatto onorando la sua grande carriera), la bocciatura più solenne è per i giocatori, perché le palle in campo le devono mettere loro. E ne hanno molte di più le ragazze del calcio femminile.

E' finita 2-1 a Roma, ma l'incipit era pronto già prima del gol di Milik e sarebbe rimasto uguale anche se avessimo pareggiato. Perché se è stato vero che il risultato non cancellava il buono fatto con l'Atalanta, l'eventuale 2-2 con la Roma non avrebbe cambiato i giudizi su un Napoli pessimo, costretto adesso ad aggrapparsi a una "buona Champions" per evitare la stagione più deprimente degli ultimi 5 anni.

Per la sfida dell'Olimpico, Ancelotti (in tribuna visto che in extremis il ricorso è stato respinto) deve fare a meno di Allan e Ghoulam, ma ritrova l'ex di turno Manolas che si riprende il posto al centro della difesa accanto a Koulibaly. Torna anche l'altro ex Mario Rui, con Di Lorenzo confermato a destra e Meret tra i pali.
A centrocampo scelte quasi obbligate con Callejon, Fabian, Zielinski e Insigne. In attacco la coppia Mertens-Milik.

FORMAZIONI UFFICIALI
ROMA (4-3-3): Pau Lopez; Spinazzola, Cetin, Smalling, Kolarov; Mancini, Veretout; Zaniolo, Pastore, Kluivert; Dzeko. A disposizione: Fuzato, Mirante, Juan Jesus, Perotti, Under, Santon, Florenzi, Antonucci.
NAPOLI (4-4-2): Meret; Di Lorenzo, Manolas, Koulibaly, Mario Rui; Callejon, Zielinski, Fabián, Insigne; Mertens, Milik. A disposizione: Ospina, Karnezis, Llorente, Lozano, Elmas, Luperto, Maksimovic, Hysaj, Younes, Tonelli, Gaetano.

Chi si aspettava un Napoli col sangue agli occhi dopo quanto successo con l'Atalanta si sbagliava di grosso. Tanto gli azzurri quanto la Roma sembrano infatti due pugili che inizialmente si guardano con timore reciproco, e che aspettano l'eventuale errore altrui più che lavorare ai fianchi.

La Roma però è più reattiva e più vogliosa, e al 19' sfrutta la prima voragine azzurra. La crea Zielinski (peraltro il migliore del primo tempo), che è assente ingiustificato su Zaniolo, che così quando riceve al limite dell'area ha pure il tempo di controllare maluccio - tanto non c'è nessuno nei paraggi - e poi sparare sotto la traversa.

E' il lampo che accende la partita. Ma dal versante sbagliato. Il Napoli infatti continua a dormire e soprattutto continua a giocare solo da un lato, ignorando del tutto la fascia destra. La Roma invece in questa fase dà il meglio di sé. Meret è superlativo su un diagonale di Kolarov indirizzato all'angolino (22').
Poi entra in scena il VAR. Nessuno fà caso al tocco di mano di Callejon in area (ma perché lo fa???), tranne l'occhio elettronico che richiama Rocchi e fa assegnare il rigore. Meret compie il secondo miracolo su Kolarov, deviando il tiro dagli undici metri.



Il calcio è fatto di episodi e di momenti, e questo segna la seconda svolta del match.
La Roma che si vedeva a un passo dal 2-0, improvvisamente si congela. Il Napoli invece è come quello che gioca alla roulette russa ed esce vivo per miracolo, e improvvisamente si accorge di quanto è bello vivere.
E dal minuto 26 inizia a collezionare una serie di occasioni incredibili.

Purtroppo però due compagni di viaggio non ci abbandonano mai: il primo sono gli errori, perché quelli di Insigne e Mertens sono da matita rossa; meno colpevole è Milik che fa la barba al palo, così come Di Lorenzo che di testa aveva fatto gol, ma è spuntato il piedino di Smalling a mezzo metro dalla linea a togliergli la gioia.
Il secondo compagno di viaggio è la sfortuna, che si materializza due volte in 4 secondi: colpo di testa di Milik traversa, tiro dal limite di Zielinski palo.

In avvio di ripresa il Napoli torna ad essere quello spento e brutto, e si concede il lusso di fare altro regalone: Mario Rui in area apre le braccia come fosse G**ù in croce, ed è rigore. Meret la tocca anche stavolta, ma il tiro di Veretout è forte e lo batte ugualmente, 2-0.

Cambio: esce Callejon, entra Lozano.
Tutti sbilanciati, e per poco non becchiamo il tris. Stavolta la traversa ci salva su tiro di Kluivert.
Al 65' esce anche Mertens, entra Llorente.

Il Napoli è moribondo, ma come abbiamo già detto in precedenza il calcio è fatto di episodi e di momenti, e al 71' c'è un'altra svolta del match.
Il tanto criticato Lozano scappa via sulla destra e cross basso, Cetin cicca l'intervento e Milik da mezzo metro insacca, 2-1.
Siamo ancora vivi (nel frattempo Meret compie un altro miracolo, anche se a gioco fermo), e adesso si gioca a viso aperto a destra e sinistra.

Meret toglie dall'angolino un diagonale di Veretout (76').
Dzeko segna, ma in offside (82').
Entra Younes, esce Insigne (83').
Al 90' Zielinski dal limite fa la barba al palo.
Al 95' Llorente si procura una punizione dal limite (rosso a Cetin), ma la punizione di Milik tocca la barriera e finisce fuori.


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LO VADO PREDICANDO DA UN ANNO.DEVE ANDARE VIA


#1 - di Silvio - sab 02 nov 2019, 17:37

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