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Gattuso: «Col Lecce gara trappola, abbiamo noi tutto da perdere. Koulibaly gioca. La prima conquista è stata ridare entusiasmo alla città»

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Il tecnico azzurro ha parlato alla vigilia della sfida contro il Lecce di domani pomeriggio. Ecco le sue dichiarazioni
Rino Gattuso ha parlato in conferenza stampa in vista della partita contro il Lecce, che si giocherà domani al San Paolo.

«La partita di domani è una trappola, magari pensiamo che con 40mila tifosi tutto diventa facile e la sottovalutiamo. Invece se non interpretiamo la gara come fatto con Lazio e Juve sarà molto difficile. Ricordiamo che il Lecce ha fatto punti con Inter e Juve, possono far male. Domani dobbiamo essere bravi a preparare bene la gara mentalmente, voglio vedere cattiveria, senza sottovalutare nessuno. Dobbiamo vederla come una finale di Champions League. Loro non hanno grandi nomi ma bisogna affrontarli come una grande squadra. Domani vale più di tre punti. Abbiamo noi tutto da perdere. Abbiamo riacceso l'entusiasmo in città, già questo è un passo in avanti. Quando il ferro è caldo bisogna battere sempre».

La scelta di Genova. «Se la partita con la Samp finiva 2-2 sarebbe stato come perderla. Sarebbe stata una mazzata difficile da recuperare. Per questo non ho pensato a fare solo il punto, ed ho scelto certi cambi».

«Un titolo che dice: 'Ci siamo anche noi per la Champions?'. Non è un titolo sbagliato».

Momento buono. «Contro la Fiorentina abbiamo toccato il fondo, è stato imbarazzante. Non ci voglio pensare. Oggi invece i complimenti vanno fatti ai ragazzi, e non a me. Io sono contento di quello che stiamo facendo, sono contento per come la squadra lavora, per l'impegno quotidiano. Se i ragazzi li stuzzichi loro recepiscono subito. Hanno voglia di stare in campo. Spero che l'entusiasmo non venga a mancare».

L'autocritica. «Quando sono arrivato qui, non è facile. io ho commesso l'errore di cercare subito quello che volevo. La colpa è stata la mia, quella di iniziare subito con la mia idea. Però quando cominci a chiedere una roba e fai un passo indietro, dai il segnale sbagliato alla squadra, così ho insistito sapendo che potevamo prendere qualche legnata. Ho messo la squadra nella condizione di sbagliare, ma lo sapevo. I meriti sono i loro, il lavoro più difficile e bello è far rispettare le regole. Dopo, al resto ci arrivi, però prima le regole. Se ognuno pensa di fare quello che vuole poi non va bene».

Sogno Champions. «So che è difficile però voglio vedere la consapevolezza della squadra e dei miei ragazzi. Voglio vedere continuità, non solo 30-40 minuti. Dobbiamo essere forti anche in quello che non ci piace: oggi non ci piace andare a battagliare. Non bisogna buttare le gare in caciara o metterle sulla rissa».

Sul gioco. «Dobbiamo muoverci creando tutti quanti le linee di passaggio, muovendoci da squadra, altrimenti buttiamo palla sù e facciamo così. Se contro la Samp non prendevi il gol di Quagliarella sarebbe finita diversamente. Quando hanno cambiato modulo potevamo sempre palleggiare, ma poi i movimenti sono stati di meno. E' questo che dobbiamo migliorare. Se perdiamo palla bisogna andare a metterci una pezza, se vogliamo attaccare il palo la mezz'ala deve buttarsi dentro: questo bisogna migliorare. A volte non diamo continuità. Servono sessanta, settanta, ottanta minuti ad alta intensità».

Ritorni eccellenti. «Sicuramente domani Koulibaly giocherà dal primo minuto, faccio gli scongiuri appena esco. Con quattro centrali che stanno bene, Di Lorenzo torna al suo posto. Speriamo rientri Ghoulam per avere quattro terzini».
«Fabian è stato dieci giorni in cui ha lavorato poco. Ha avuto febbre a 40 per due giorni, non giocherà».
«Allan lo valutiamo oggi, voglio sentire con le mie orecchie che i giocatori stanno bene al 100%. Anche Allan ce la sta mettendo tutta per recuperare la condizione fisica».

«Il mio futuro non ha importanza: ho un contratto di un anno e mezzo con delle opzioni. Io penso ad oggi, non ho fretta. Sono orgoglioso di allenare questa squadra. Non mi sembra nemmeno il caso di parlare del mio contratto. La priorità è esprimere un gioco all'altezza di questa società».

Turnover. «A chi sta trovando meno spazio dico di avere pazienza. Siamo in tanti. Sono contento di avere difficoltà di scegliere chi deve giocare. So che non è bello quando uno non gioca, l'importante è lavorare con serenità. A volte è difficile dire ad uno che non gioca mai di impegnarsi, è il nostro lavoro. Si fanno delle scelte».



Su Milik e Mertens. «Possono giocare in coppia o in alternativa uno all'altro. Si può giocare anche con due attaccanti, in questo momento però continuiamo sulla nostra strada. Mertens per quanto è bravo può giocare ovunque. Milik è uno dei più forti in attacco, come lui ce ne sono pochi in Europa. Dobbiamo farlo esprimere al massimo, lui ti dà una mano. Quando la palla arriva lui dobbiamo salire, non lasciarlo solo».

Su Politano. «Può essere una buona opzione. E' forte, ha velocità e tecnica. Ci può dare una grandissima mano. E' diverso da Callejon, abbiamo tante alternative in tutte le posizioni, non solo sulla destra».

Su Lozano. «Sta lavorando bene, voglio potergli dare una possibilità. E' un patrimonio della società e so che sta soffrendo perché non sta giocando. Bisogna provarlo anche a sinistra, può fare qualcosa anche di là. Secondo me, vedendolo per come si muove, sta facendo vedere qualcosa di diverso. Sono due settimane che è in quella posizione. A sinistra mi sta dando più soddisfazioni. Con lui ci parlo, anche se non ha una grande chiacchiera. Dobbiamo farlo migliorare, spero arrivi la sua possibilità».

Sui portieri. «Dualismo Meret-Ospina? Da quando sono arrivato io sembra che ce l'ho con Meret. In passato 60% Meret e 40% Ospina. Perché mi rompete sempre le scatole su chi gioca? La verità è che c'è un problema. Che Giuntoli e il presidente hanno comprato tre portieri forti. Anche Karnezis è forte, quando lo vedo penso: 'Ma che ci fa a fare il terzo questo?»


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