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Gattuso: «Allan non parte perché si è allenato male. Out Koulibaly, Lozano e Milik. Catenaccio a San Siro? Sciocchezze»

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Il tecnico azzurro ha parlato alla vigilia della sfida contro il Cagliari di domani pomeriggio. Ecco le sue dichiarazioni
Il tecnico azzurro Rino Gattuso ha parlato alla vigilia della sfida contro il Cagliari.

Gli indisponibili. «Insigne e Ghoualm sono nel gruppo. Milik no perché ha avuto una infiammazione al ginocchio e deve stare fermo. Contrattura per Lozano e Koulibaly, che non si sente al 100%. Allan non si è allenato come piace a me. Ha fatto delle grandi camminate e questo a me non sta bene. Quando si allenerà come dico io tornerà tra i convocati. A fine mercato avevo chiesto di pensare solo al Napoli. Bisogna correre ora ed io devo gestire 24-25 giocatori. Non posso non essere coerente. Bisogna pedalare forte.».

Cagliari. «E' una partita difficile, il Cagliari fa un gioco che ci dà fastidio. Vengono sempre tre o quattro giocatori in aerea, vengono subito a pressare. Può assomigliare a quella con la Sampdoria. E' una squadra che palleggia meno del Lecce ma la palla non esce mai, giocano in uno stadio molto caldo. Dovremo stare molto attenti mentalmente».

Obiettivo. «Dobbiamo arrivare a 40 punti, non dobbiamo pensare adesso all'Europa. Qua gli stimoli ne abbiamo tanti, perché siamo in una zona pericolosa e dobbiamo crescere. Dobbiamo giocare da squadra sempre, a volte non sembriamo una squadra. Con l'Inter all'inizio abbiamo sbagliato nel palleggio, ma poi eravamo sempre lì con la testa e recuperavamo. Catenaccio? No, ma quale catenaccio, abbiamo giocato da squadra corta ed organizzata».

La difesa. «L'anno scorso con il Milan ho fatto dieci partite senza subire gol. Nel calcio ci sono due fasi: quella di possesso e quella di non possesso. Il mio errore più grande è stato quello di provare a giocare con una pressione ultraoffensiva, però quando ho capito che questa squadra non riesce a farlo senza sacrificare la fase difensiva, ho abbassato la squadra di dieci o quindici metri. Dobbiamo essere compatti senza allungarci. Questa squadra ha una grandissima qualità con la palla ma senza palla a volte sbagliamo. Mi piacerebbe vedere un Napoli che fa una pressione ultra offensiva. Vorrei una squadra che ha gamba per coprire tutto il campo, una squadra che ha la forza di andare ad aggredire l'avversario. Mi piacerebbe giocare a campo aperto senza rischiare nulla. Voglio vedere questo Napoli, questa è la strada».

«Qua non sto dormendo più, ho gli incubi, è difficile spiegare quello che succede. Io ce l'ho una spiegazione: dobbiamo annusare il pericolo e pensare prima, magari pensando di essere più forti. Dobbiamo rispettare gli avversari facendoci trovare pronti su quel che non ci piace fare. Non ci piace subire ma dobbiamo migliorare. A San Siro siamo stati là, abbiamo sofferto ed io questo voglio vedere».

Sul VAR. «Secondo me l'arbitro deve parlare a fine partita e spiegare quello che ha visto. Bisogna credere all'operato dell'arbitro, però alcuni si mettono in difficoltà da soli. Ci vuole un minuto a controllare un episodio. Un arbitro deve dare spiegazioni dando una lettura della partita che ha arbitrato».

Su Mertens. «Può fare tutto: può fare il centravanti, l'esterno. Lui fa sembrare facili certe palle che sono difficili. Ci ha fatto respirare quattro o cinque volte contro l'Inter, ci ha fatto salire. Ma poi vede la porta, è furbo, si sa muovere. Mi piace molto, abbiamo perso tanto senza di lui».

Sulla coppia centrale di Lecce. «Tenni fuori Manolas perché è stato due giorni libero per andare a vedere la figlia appena nata. Quando una squadra si allena sempre al massimo, quando uno non si allena per due giorni, è difficile fare delle scelte. Koulibaly e Maksimovic sapevo che non giocavano da tanto ma si stavano allenando bene. So di aver sbagliato ma non volevo perdere credibilità agli occhi dei ragazzi».

Su Elmas. «Non mi sorprende. Sa, perché ci parlo tutti i giorni, che deve migliorare ed imparare a stare nel campo. Regala troppe corse a vuoto ma mi ha sorpreso la sua tecnica, non la sua forza. Deve imparare a stare in campo, ma ha la testa del calciatore. Ascolta... però è un po' permaloso (ride)».

Su Demme. «Lui è un giocatore che fa tanti chilometri e ci dà equilibrio. E' importantissimo ma mi aspetto tanto anche da Lobotka. Dobbiamo essere bravi noi a dargli minutaggio».

Il tridente Insigne-Mertens-Callejon. «Non so se il futuro passa per loro tre. Di sicuro ho giocatori forti in attacco, ma decido partita dopo partita. Mi spiace che sto dando pochissimo spazio a Llorente, che però è un grande professionista e si mette sempre a disposizione, meriterebbe molto di più. Voi parlate solo di Lozano perché è costato 50 milioni, ma tanti meriterebbero di giocare. Le scelte le faccio, ma devo mettere tutti nelle condizioni ideali per esprimersi al meglio. In Messico mi hanno dichiarato guerra. Ed io che devo fare? Non ci andrò più, mi dispiace per tutti».


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