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SPALLETTI: «Scudetto? Non c'è chi è più motivato di noi. Possiamo diventare immortali»

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Il tecnico azzurro Luciano Spalletti ha parlato in conferenza stampa in vista della sfida con il Milan.
"Sarà sicuramente una bella notte. Non so chi stia meglio tra noi e loro, lo dirà la partita. Noi stiamo al meglio possibile, siamo al top delle nostre possibilità per giocare questa partita. Siamo motivati, stiamo mettendo insieme tutti insieme una bella storia insieme al pubblico. Domani a proposito c'è anche lo stadio di Maradona, lo stesso Maradona... con la sua benedizione e siamo ancora più forti. Lo abbiamo già provato quest'anno: con il nostro pubblico ci sentiamo bene".

Sull'infermeria. "Abbiamo recuperato dei calciatori, Lozano ci sarà e Lobotka si è allenato bene tutta la settimana”.

Gli infortuni e gli arbitri. "Come percorso, noi abbiamo avuto tanti infortuni come il Milan. Sono stati bravi i giocatori a contagiarsi, non solo dal Covid, dalle qualità che servono per distribuirsi in questa staffetta. Tutti hanno la stessa voglia e la stessa determinazione, abbiamo costruito la nostra forza in queste difficoltà. Per il resto non ho nulla da aggiungere. Faccio i complimenti al Milan per il percorso fatto da Pioli per arrivare a questa sfida, ha costruito una grande squadra insieme a Massara con cui ho lavorato a Roma ed a Maldini. Sono un club forte".

La spinta dopo il gol di Fabian. "Settimana scorsa le sensazioni erano diverse, oggi sono al contrario. Nel calcio ci sono cose misteriose che cambiano tutto. Il sinistro di Fabian era ben noto, mentre finora non si era ancora vista l'imbucata di Ounas. Poi un po' di nebbiolina aveva trasformato le forme di Insigne, che però erano sempre lì e lui le ha tirate fuori. Oppure la determinazione della squadra di diventare più fisica in qualche momento, strappando il pallone, oltre a giocare a calcio. La forza mentale fa la differenza tra i campioni ed i quasi campioni".

Gli chiedono se al mattino, mentre si fa la barba, si complimenta con se stesso. "La mattina mi faccio i capelli, non la barba (ride, ndr)... Non c'entra essere bravo o no, bravi sono quelli che lavorano sempre in un certo modo al campo. in base a quello che è successo non cambiano umore o obiettivi, i professionisti. Spesso si dice i miei ragazzi, io dico i miei professionisti che rendono conto al sentimento di una città come quella di Napoli e anche se stanno zitti dentro brucia come il Vesuvio, la differenza la fanno loro. Bisogna trasformare questa qualità anche in altre cose, ma il materiale è difficile cambiarlo, ma tu ci puoi mettere mano e modificare qualcosa".

Quella "parola" magica (Scudetto)... "La posso pronunciare, non è un problema. Vogliamo giocarci le nostre possibilità, sappiamo che ci giochiamo moltissimo, abbiamo la possibilità di rendere immortali le nostre carriere e robe del genere. Lo dissi già, essere dimenticati velocemente oppure ricordati per sempre, ma è tutto da giocare contro squadre fortissime al nostro stesso livello e dipenderà da molti fattori. Possono essere più forti di noi, ma è difficile che siano più motivati di noi".

La crescita della squadra. "In quello che facciamo noi allenatori c'è sempre la qualità e la disponibilità delle persone che abbiamo davanti. Durante un campionato ci sono dei momenti in cui devi dire qualcosa e devi intervenire. Se dall'altra parte si insiste a fare nella maniera sbagliata, io devo restare nella mia posizione. Ad esempio Victor andava troppo sugli avversari, ora c'è un miglioramento da parte sua, alcune cose devi portarle dietro ed altre lasciarle perché non fanno bene. Lui ha messo da parte certe cose, oppure le reazioni della squadra nevrotiche non ne vedo più, la squadra ragiona e accetta ciò che è imposto ed aspetta il momento giusto per invertire la situazione. E' una maturità della squadra".

Cosa è meglio e cosa peggio del Milan. "Oltre alle giocate, all'intuito al talento, c'è bisogno di riempire la partita con più impatto fisico. Il Milan è forte, ha caratteristiche con l'uscita corta alternata a quella lunga, loro ogni tanto riportano palla dal portiere e poi la mette alle spalle della linea difensiva perché cerchi di essere corto e stretto e lui tira la pallata dall'altra parte dove ha giocatori velocissimi e ribalta l'azione, un po' quello che facciamo noi con Osimhen. Dobbiamo stare attenti, alternare un po' tutte le qualità di cui il calcio moderno ormai è pieno, non è solo essere ordinati e stretti, ma anche sapersi allungare ed aprire e tirare queste sventagliate uno contro uno in giro con fisicità e corsa".


RISULTATI
30.01
Lazio
Genoa
3 - 2
31.01
NAPOLI
Fiorentina
2 - 1
31.01
Pisa
Sassuolo
1 - 3
31.01
Cagliari
Verona
4 - 0
01.02
Torino
Lecce
1 - 0
01.02
Como
Atalanta
0 - 0
01.02
Cremonese
Inter
0 - 2
01.02
Parma
Juventus
1 - 4
02.02
Udinese
Roma
1 - 0
03.02
Bologna
Milan
0 - 3
CLASSIFICA
1
Inter
55
2
Milan
50
3
NAPOLI
46
4
Juventus
45
5
Roma
43
6
Como
41
7
Atalanta
36
8
Lazio
32
9
Udinese
32
10
Bologna
30
11
Sassuolo
29
12
Cagliari
28
13
Torino
26
14
Genoa
23
15
Cremonese
23
16
Parma
23
17
Lecce
18
18
Fiorentina
17
19
Pisa
14
20
Verona
14
PROSSIMO TURNO
08.02
Genoa
NAPOLI
08.02
Juventus
Lazio
08.02
Bologna
Parma
08.02
Lecce
Udinese
08.02
Fiorentina
Torino
08.02
Sassuolo
Inter
08.02
Atalanta
Cremonese
08.02
Verona
Pisa
08.02
Roma
Cagliari
08.02
Milan
Como