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DE LAURENTIIS: «Se non risolviamo il problema dei violenti, il calcio è finito. I giovani li stiamo perdendo»

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Il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis ha parlato durante un convegno organizzato da Il Sole 24 Ore riguardante il calcio, l'entertainment e il passaggio di proprietà dei club.

“C'è un problema tanto vasto quanto semplicissimo: il calcio è una impresa, ma questo in Italia si comprende a metà, e purtroppo così non si va da nessuna parte. Io ho imparato a fare l'imprenditore nel cinema, dove si fa l’imprenditore puro, dove bisogna autofinanziarsi grazie al soddisfacimento delle esigenze del pubblico. Qui in Italia molti vogliono fare presa... invece che impresa".

"Noi siamo il paese più appariscente del mondo, ma anche uno che esporta scende di violenza e questo non aiuta. Nel 1991 la Thatcher modificò le regole per gli stadi inglesi, ed è cambiato tutto per loro. A noi invece chi ci protegge? Se dobbiamo fare uno stadio, è necessario farlo perché porti redditività all'impresa per 365 giorni l’anno, non per sole 20 partite. Allo stato attuale, chi si mette a fare uno stadio per farselo distruggere? Ricordatevi che a San Siro fu buttato un motorino dagli spalti... Siamo il Paese più bello del mondo ma anche il più ingessato. Se non saniamo il problema dei violenti, non dei tifosi che sono anche perbene, di quella frangia delinquenziale che andrebbe eliminata con un decreto. Incontrerò il ministro Piantedosi, dieci giorni fa ho preso appuntamento per dirgli che se non si risolve il problema possiamo dire addio al calcio".

Il presidente racconta ancora: "Ieri al Coni un signore di Firenze illustrava la facilità di costruire gli stadi... ma non è vero... vicino a me c'era Fenucci del Bologna che mi diceva 'ma cosa sta dicendo?'. Se i Comuni non mettono soldi negli stadi, cedetelo ad un euro alla società che promette di investire tanti milioni. Dagli le autorizzazioni per farlo, e invece poi esce fuori che non si può fare il residenziale. Dieci anni fa andai a vedere lo stadio dell'Arsenal, aveva 250 salottini e chiesi quanti ne avessero venduti: fu una operazione con cui si costruì lo stadio nel centro di Londra e tanti metri quadrati residenziali. Il sindaco di Firenze è nemico del calcio italiano, mi meraviglio perchè è di origini napoletane. Il presidente della Fiorentina Rocco Commisso mi dice che gli impediscono di fare tutto".

Sui diritti di immagine. "Da sempre chiediamo agli attori la cessione dei diritti per quello che fanno. Per calciatori e allenatori deve valere la stessa cosa. Chi quei diritti non li voleva cedere a Napoli non veniva. Compagnie come Nike, Adidas e Puma foraggiavano i calciatori, e con loro si faceva una lotta al coltello. Se la Nielsen mi certifica 83 milioni di simpatizzanti nel mondo occidentale e vedo che vendiamo solo 54 maglie in America, penso che c’è qualcosa che non funziona, mi vengono le convulsioni. Ad un certo punto non ho avuto più la voglia di lavorare in un certo modo e allora ho contattato Giorgio Armani chiedendogli di prestarmi il marchio. Ho iniziato quest’attività e ho coinvolto mia figlia. Noi l’anno prossimo probabilmente triplicheremo il fatturato che facevamo con Robe di Kappa".

La rivelazione. "In Champions League un padre ed un figlio possono avere due squadre, in Italia no: un fondo straniero si muove così, quando un anno fa mi hanno offerto 2,5 miliardi e mezzo per il Napoli mi sono chiesto: ma mi servono? Avrei dovuto comprarmi una squadra in Inghilterra, ma io ho origini napoletane.
Quanto vale il Napoli? È un giocattolo della famiglia De Laurentiis, non vedo motivi per cederlo fin quando non ci stancheremo.
Il Bari? E' destinato ad essere venduto fin quando non cambiamo la legge. Tenerlo in famiglia mi piacerebbe, da uomo del sud. Il sindaco Decaro mi fece una testa così, Luigi era a Londra per un film e mi disse che non gliene fregava nulla: dopo un'ora mi disse che c'aveva pensato ma avrei dovuto lasciarlo fare. L'ho indirizzato per un anno, in Serie D, ed è stato bravissimo ad entrare in un mondo di cui non conosceva nulla. Io ho tre figli: Valentina ed Edo lavorano nel Napoli, Luigi potrebbe farlo. Siamo passati da contenuti filmici alle serie televisive, è un modo di scrivere ed immaginare completamente diverso".

I fondi nel calcio. "Sono una cosa importantissima ma sottraggono la redditività al settore stesso. Sono stato sempre contrario ai fondi perché di calcio non capiscono niente e, essendo un mondo complicato, non è detto che ti assicurino il risultato. Nella nostra Lega mi da fastidio che i manager non sono presenti, non tutti sono come Scaroni che ha una cultura imprenditoriale di razza, ci sono altri che hanno paura di essere eliminati da qualche squalo. Ad Unicredit avevo chiesto d’anticiparci 1 miliardo all’anno, dando come garanzie le revenue. Avevano accettato".

"Vengo sempre accusato di inneggiare ad un modello NBA, ma il gioco del calcio andrebbe rivisitato: c'è un intervallo di 15 minuti, i ragazzi a casa che giocano riprendono la partita dopo il 46'? Io non credo, li stiamo perdendo tutti ma continuiamo a fare la televisione con chi apparteneva al mondo del calcio di 20-30-50 anni fa".


RISULTATI
30.01
Lazio
Genoa
3 - 2
31.01
NAPOLI
Fiorentina
2 - 1
31.01
Pisa
Sassuolo
1 - 3
31.01
Cagliari
Verona
4 - 0
01.02
Torino
Lecce
1 - 0
01.02
Como
Atalanta
0 - 0
01.02
Cremonese
Inter
0 - 2
01.02
Parma
Juventus
1 - 4
02.02
Udinese
Roma
1 - 0
03.02
Bologna
Milan
-
CLASSIFICA
1
Inter
55
2
Milan
47
3
NAPOLI
46
4
Juventus
45
5
Roma
43
6
Como
41
7
Atalanta
36
8
Lazio
32
9
Udinese
32
10
Bologna
30
11
Sassuolo
29
12
Cagliari
28
13
Torino
26
14
Genoa
23
15
Cremonese
23
16
Parma
23
17
Lecce
18
18
Fiorentina
17
19
Pisa
14
20
Verona
14
PROSSIMO TURNO
08.02
Genoa
NAPOLI
08.02
Juventus
Lazio
08.02
Bologna
Parma
08.02
Lecce
Udinese
08.02
Fiorentina
Torino
08.02
Sassuolo
Inter
08.02
Atalanta
Cremonese
08.02
Verona
Pisa
08.02
Roma
Cagliari
08.02
Milan
Como