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DE LAURENTIIS: «Avrei dovuto costringere Spalletti a rispettare il contratto. Garcia? O stavo zitto o lo mandavo affanculo»

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Il presidente Aurelio De Laurentiis ha parlato in conferenza stampa al Konami Training Center.

"Quando ci vedemmo tempo fa vi dissi: la colpa di tutto quello che sta succedendo è mia, e vi spiehgerò perché. Oggi lo faccio. Perchè io sono la società, è giusto che le responsabilità siano su di me. Mi prendo onori e oneri della carica che rivesto, sono il proprietario e potrei decidere diversamente: vero che dico sempre di farmi consigliare, ma poi faccio come cazzo dico io. Ma vedete, certe cose non le puoi raccontare mentre accadono, perché si spera sempre che ci sarà una soluzione. Oggi vi racconto tutto".

L'addio di Spalletti. "Detto questo, i problemi cominciano con l'addio di Spalletti. Lui aveva lo stesso contratto di Benitez, con un diritto di opzione che potevamo esercitare solo noi... dovevamo mandargli  una comunicazione scritta, e lui sarebbe stato vincolato. Ad un certo punto andammo in ritiro in Turchia, siamo tornati ed abbiamo fatto due mesi meravigliosi prima di calare a marzo. Per fare un esempio, Kvaratskhelia da marzo scorso non ha più segnato. Insomma a un certo punto quel bell'impasto da cuocere non lievitava più a dovere, ma comunque i punti di vantaggio erano tanti. Però ci rimango malissimo quando usciamo dalla Champions League, perché mi aspettavo di poterla vincere. Se ci è andata ad un passo l'Inter a 20 punti da noi in Serie A, perchè non potevamo giocarcela noi? Se vincere lo scudetto è importantissimo, vincere la Champions League o andare in finale mi avrebbe mandato al Mondiale per Club, che vale circa 100mln di investimenti. Comunque andiamo avanti, e al premio Bearzot del 24 marzo io dico che Spalletti resterà con noi. Lui non smentisce, non dice nulla. Nel giro di due settimane prendiamo 4 gol dal Milan e usciamo anche dalla Champions, magari c'è stata sfortuna e che ci sono stati episodi arbitrali, non me ne frega un cazzo degli arbitri. Dopo quel ciclo pesante, per dimostrare a Spalletti che ero assolutamento con lui gli mandai la PEC con cui esercitavo l'opzione, perché giuridicamente si fa così. Le strette di mano valgono, ma i contratti sono contratti e giuridicamente sono l'unica cosa che ha valore. Mai avrei pensato che alla cena del 12 maggio con Chiavelli, Spalletti ci avrebbe detto di volersi prendersi un anno sabatico per tornare a fare il contadino in Toscana. Perché abbia deciso così non lo so... se non voglio essere malevolo direi che forse pensava di aver tratto il massimo dal gruppo, o che ha voluto andare via da vincitore. Questa è l'unica interpretazione non malevola che voglio dare, perché in quel periodo pensai anche che Gravina l'avesse già contattato... ma i dubbi sono dubbi e senza prove lasciano il tempo che trovano. Non mi davo per vinto, volevo trattenere amichevolmente Spalletti. Ho cercato di convincerlo a rimanere, ma poi non potevo andare al muro contro muro anche perché nello scontro frontale sarebbe passato il messaggio che lui non voleve più allenare la squadra. E allora decisi di accettare il suo addio come segno di riconoscenza, visto che avevamo vinto lo Scudetto dopo 33 anni. Questo è stato il grande errore".

La ricerca di un allenatore. "Molti di voi si sono chiesti perchè mi sia mosso tardi, ma in realtà quando cerchi qualcuno, puoi trovare chi non è interessato".
Arriva Garcia. "Farei causa a chi gli diceva che era bollito. Credo sia stato il miglior allenatore della Ligue 1 nel 2011 ed il miglior francese di 2013 e 2014. Arriva a Roma e fa secondo con 85 punti e dieci vittorie consecutive. Poi nel 2016 viene esonerato e su quello ci sono tanti pettegolezzi. Roma con uno spogliatoio mica facile da gestire, è capitato anche a Spalletti. 2017 e 2018 fa finale di Europa League, perdendola con il Marsiglia. 2019 e 2020 fa semifinale Champions eliminando Juventus e Manchester City con il Lione. Cosa avrei dovuto fare? Nel momento in cui a Capodimonte disse di non aver visto le partite del Napoli, lo presi come se fosse un gioco. Poi più avanti ha dimostrato di voler andare per un suo percorso. Quando a Spalletti demmo i nuovi giocatori, li ha adoperati subito. Lui perchè non ha adoperato Natan e Lindstrom? Se l'avessi subito mandato a casa, voi e la piazza cosa avreste detto? Sarebbe stata la rivoluzione. Se avessi portato subito Mazzarri come tuttofare, cosa avreste detto? Avreste detto che sarei impazzito e che avrei deciso da solo. A Garcia ho dato opportunità, quando ha ascoltato delle volte, come a Lecce, abbiamo vinto 4-0. Avete visto che ero sempre qui, mi allontanavo e faceva cose discutibili e perdevamo. Perchè l'ho mandato via? Perchè sono sceso nello spogliatoio dicendo che sbagliava a giocare così, mi disse di lasciarlo stare. O lo mandavo affanculo, o stavo zitto. All'intervallo gli dissi 'che cazzo vuoi fare? farti cacciare?'. Sto cazzo di Empoli ci crea sempre problemi, anche con Spalletti". 

La preparazione atletica di Garcia. "Esonerare è sempre doloroso per me, anche perché lui continua a prendere i soldi. A Rongoni ho fatto una testa tanta dicendogli che avevamo Sinatti, perchè non si concertava con lui? Garcia con il suo fare da puzza sotto il naso vuole mandare via Sinatti, quest'ultimo mi dice che non voleva stare sotto Rongoni, era alla pari e portava la sua cultura dello scudetto. I due litigano e ad un certo punto commetto l'errore di mandare via Sinatti. Dovevo andare da Garcia e dirgli: fuori tu, o Rongoni. Ho pensato tante volte ad esonerare prima Garcia, prima ancora dell'evento LUISS a Roma. Avete scritto che avevo tolto potere a Garcia venendo qui a Castel Volturno: ero interessato affinchè andasse bene, il sogno di incassare soldi decresce o sfuma. Bisogna dire una cosa: se dico una frase, magari è perchè Garcia deve cambiare. Io mi sono chiamato un paio di volte il preparatore atletico, doveva fare le stesse cose fatte da Spalletti".

Giuntoli. "Se avessi saputo che era uno juventino sfegatato non avrei cercato di trattenerlo. Ma da novembre era un separato in casa, nelle orecchie mi diceva di voler andare alla Juventus. E se me lo dici, figurati se lo facevo rimanere per quattro milioni di euro buttati nel cesso. Volevi andare alla Juve? Vattene alla Juve. Anche perché il Napoli non l'ha fatto solo Giuntoli. Anzi, i giocatori più importanti li ho portati io e li ho trattati io. Lo stesso Spalletti non l'ha portato Giuntoli, lo incontrai io nel gennaio in cui Gattuso non si sentiva bene. Convinsi Spalletti ad accettare che se Gattuso non si fosse trovato una soluzione al suo problema di miastenia oculare, gli avrei chiesto di subentrare. Lui non voleva, ma gli strappai un ok. Andai avanti fino a giugno, pur subendo l'eliminazione dalla corsa Champions grazie al gol di Faraoni, e arrivò Spalletti. Fece un terzo posto, dovevamo ringraziarlo, gli scrissero che doveva andare via e altre cose irripetibili. Napoli è una città complessa, bisogna avere l'umiltà di ascoltare tutti e poi accontentare".

Il futuro. "Porterà avanti il Napoli secondo la mia cultura del fare, sempre. Se non ci fossi io, lo stadio a Napoli non si farebbe così come il centro sportivo come quello del Manchester City. Ci sono i miei soldi personali a garanzia, ho bisogno che le leggi non siano così restrittive e poco d'aiuto a chi vuole investire. Io guardo già al 2030, ad un certo punto sto immaginando quello che debbo fare perchè nel 2030 questa squadra e città siano economicamente pronte per competere con le più forti del mondo. Questo è quello che mi debbo prefiggere di fare: molti ci hanno accusato di non aver investito sui giovani, avere una seconda squadra e portarla dal fallimento alle soglie della Serie A e tirare fuori Cheddira e Folorunsho, credo che il vivaio nostro, che ha dato altri giocatori interessanti, noi sul pezzo ci siamo. Quando dall'altra parte vedo la critica, che è necessaria, che però non agisce da tifoso del Napoli perchè altrimenti accompagnereste la società in un percorso che in 19 anni non vi ha mai tradito. Quest'anno chiudo il bilancio con 80 milioni di euro di utile e 147 di riserve, non me li metto in tasca perchè non mi servono. Leggo articoli che mostrano acredine che nasconde invidia o fatti irrisolti, mi dispiaccio molto non per le critiche ai miei collaboratori, che sono di primissimo livello".

Su Thiago Motta. "Era nella lista degli eventuali allenatori, però già in una conversazione avuta per sei ore a Roma lo scorso anno, mi disse che lui puntava ad allenare squadre fuori dall'Italia. Il PSG? Lo dite voi. Quando vai a fare una scelta di un allenatore, è una scelta bilaterale. Quando l'avvocato e agente di Luis Enrique è venuto a Roma, abbiamo parlato per tre giorni e poi lui ha preferito il PSG: ci sono dei club più blasonati del Napoli che hanno una maggiore attrazione. Io non mi arrabbio se preferiscono il Manchester City"

Il difensore mancato. "Kim sapevamo che sarebbe andato via, non lo conosceva nessuno e ora pare che per grazia sua abbiamo vinto lo scudetto. Non mi pare che abbiamo vinto solo per merito suo. Non è facile trovare difensori centrali, e questo signor Micheli già si sta dando da fare da morire. Se poi Dragusin, al quale avevo offerto più soldi del Tottenham, preferisce mi disse l'Inghilterra non ci puoi combattere".

Interventismo eccessivo. "Questa cosa mi fa incavolare, mi rompe le scatole leggere che sono un tuttologo troppo presente. Mettiamo in chiaro una cosa: De Laurentiis fa l'imprenditore, non il prenditore. L'imprenditore si interessa della propria impresa, vuole capire dove e come intervenire rapidamente. Quando scelgo di fare, faccio io e non faccio fare agli altri. Lascio spazio ai miei collaboratori, quando sento dire che ho una società spoglia mi chiedo di cosa? Meluso è una persona di tutto rispetto, e se fossi stato nei suoi panni vi avrei mandato a quel paese per tutte le cose che avete scritto su di lui. Micheli è adorabile e trova giocatori tutta farina del suo sacco. Avete detto che Lindstrom non poteva giocare come ala destra ma che era un trequartista: se gioca in più ruoli è un plus, ho fatto preparare delle schede con cui vengono bandite le fregnacce"

Mazzarri. "Al di là del fatto che i vari acquisti che ho voluto, uno ha segnato e uno gli ha fatto un assist, dov'è che è bravo Mazzarri? Ha l'umiltà di capire, quando gli ho detto che doveva ripetere il gioco di Spalletti, era un errore perchè quel gioco lì diventa prima o poi prevedibile per le altre squadre. Kvaratskhelia al centro è tutt'altra roba, quindi serve rinforzare centrocampo e difesa per non subire".
Mazzarri resta? "Un amico della famiglia ha capito che quando al quarto anno decise di andare all'Inter forse commise un errore di valutazione. Mi fa incazzare essere reputati di passaggio, io amo profondamente Napoli e vorrei lasciare Roma per vivere qui. Mazzarri è un amico di famiglia, lasciatelo lavorare: sarà quel che sarà. Ma vi pare che io adesso vi dica l'identikit di un nuovo allenatore? Ad aprile vedremo"

Il rinnovo di Kvaratskhelia. "Ho chiamato il clan Kvaratskhelia tre mesi fa, ci siamo riuniti nella nostra sala a Castel Volturno: gli ho scritto ciò che avrei voluto fare e come avrei voluto allungare il suo contratto. Mi hanno detto che stanno bene qui e che ne avremmo riparlato a fine campionato"

L'epurazione Champions di Zielinski. "Lo vedete il rendimento delle ultime dieci partite di Piotr? Non è che uno deve dare premialità a chi in estate mi dice 'presidente voglio restare', e poi gioca bene. Io ce l'ho a morte con il suo agente, quando ti offro tantissimi soldi, e lui non vuole farlo rimanere e ti va a vendere perchè ci deve guadagnare. A quel punto ho una diversa considerazione di te non come calciatore, perchè se non si allena e non ci mette la foga, ed io allenatore posso pensare che se questo ha paura di infortunarsi prima di firmare tutte le carte, io devo avere uno con il dubbio che si impegni o meno. E poi c'ho Traoré che ha un diritto di riscatto della Madonna, se non lo provo come faccio a capire se riscattarlo o meno? Ho dovuto fare un sacrificio con la morte nel cuore, ho provato a piazzare Demme ovunque: ci ha dato tanto, poi può avere delle minori capacità rispetto ad altri che giocano al suo posto, ma non dimenticatevi che con Gattuso ha giocato al posto di Lobotka. E con Ancelotti Lobotka ha preso il posto di un Demme infortunato. Diego è stato un soldato, chapeau""

La Superlega. "Io non mi sono mai pronunciato a favore della Superlega, ma battuto per la democraticità e la libertà del mercato. Il monopolio della FIFA dovrebbe far incazzare, se ragionaste col fatto che tutto ciò che dice la Federcalcio, che prende soldi dalla UEFA di Ceferin. Se Boban va via, tutto ciò la dice lunga. Siamo sotto gli altri. Quando ho incontrato Florentino Perez in clinica ad Alicante per dimagrire, gli ho detto che aveva avuto il merito di far partire l'elemento scatenante: il problema era che non si poteva andare avanti istituzionalmente, non si può fare con le votazioni, col fatto che l'Italia vale come San Marino. Un mare di cose sbagliate. Quando ragioni come monopolio, sei antidemocratico. Perez dalla Corte Europea ha avuto la soluzione a tutti i problemi, ci possono essere altre competizioni e se ne parla di una con 5 miliardi di entrate e che possa arrivare a 100 miliardi di entrate. Sarebbe una rivoluzione".Lega A come la Premier. "Io lo dico da 10 anni, quello che non capisco è perchè una volta che s'è creato qualcosa in Europa serve che duri sine die. L'Inghilterra è l'unica che fattura certe cifre, che permette a bambini e famiglie grazie alle leggi Thatcher e seguito di andare allo stadio. Qui i tifosi sono voti, i politici non vogliono negargli la frequentazione dello stadio affinchè possano fare ciò che vogliono e dire Napoli o Milan 'siamo noi'. Io sono d'accordo ad un Premier League italiana, cancelliamo la legge Melandri che ha rovinato il calcio. Avete visto che dal 2016 in Germania non esiste il divieto di poter vedere ad una sola piattaforma il campionato, da noi sì e siamo costretti a creare bandi ad uso e consumo di un minore introito per le società. Abbiamo svenduto per i prossimi 5 anni il campionato italiano a DAZN e Sky".

Il format del campionato. "L'altro giorno non ho partecipato come Inter, Milan e Juventus sulla Serie A a 18 squadre. Per me possono essere 20 o 16, ma quali squadre? C'è una colonna sinistra che compete per i primi posti, una colonna destra che lotta per non retrocedere: sono sempre gli stessi, e ciò sottrae competitività per il torneo. Dov'è la democrazia? Quando fa comodo? Vogliamo copiare la NBA? Nessuno retrocede, tutti possono crescere negli anni ed il mondo del calcio diventa diverso. Volevo togliere da anni ammonizioni ed espulsioni, volevo le espulsioni a tempo: dovevo battermi per i cinque cambi e mi dicevano che c'erano i guardalinee. Questo è un mondo rarefatto dove non esiste logica, è incancrenito e per pulirlo serve tagliare le cose con l'accetta. Ecco perchè uno diventa sgradevole e antipatico, ma in realtà è propositivo: in Italia se sei propositivo è un problema".

Voglio vincere. "Io voglio vincere il più possibile, voglio dare una dignità al Napoli, ma combattiamo in un contesto ancora sbagliato perché ci sono modifiche da fare nel calcio, ma siamo l'unica squadra in Italia con un bilancio in attivo, che gioca contro squadre indebitate quasi per un miliardo di euro, che manco dovrebbero iscriversi al campionato. Noi ce la mettiamo tutta, ma fatturiamo il 50% di ciò che fatturano Juventus, Inter e Milan. Dobbiamo essere perfetti, ce la mettiamo e ce la metteremo sempre tutta".

Quando tornare a vincere. "Dopo lo Scudetto, che è un evento straordinario, dissi in campo che dovevamo puntare all'Europa perchè sarebbe stato difficile ripetersi in Serie A. Per ritornare vincenti in Serie A, forse ci metteremo tre anni ma io mi impegno. Non voglio vincere a tutti i costi, per vincere ci vuole impegno, investimenti e sapere che ci sono altre 19 concorrenti".

Centro sportivo e stadio. "Fra un anno e mezzo devo lasciare Castel Volturno, devo cominciare i lavori: la cosa che mi ferisce di più è che da quando c'è il Covid non sono a Los Angeles. Tra 3-4 mesi devo finire la progettazione del centro sportivo nuovo, con una budgettizzazione e la scelta delle imprese che dovranno lavorare in 30 ettari. Sullo stadio l'ho detto al sindaco Manfredi: gli voglio bene, ma o ci mettiamo d'accordo nei prossimi 120 giorni o lo andiamo a fare da un'altra parte. Centro sportivo? Poichè Afragola ha l'implementazione della ferrovia e ci sarà la linea per Bari, poi la metropolitana arriverà anche lì, ho due situazioni da valutare: Afragola o il litorale di Pozzuoli. Queste sono le due situazioni, ci arriva anche la Circumvesuviana. Deve essere pronto in 24 mesi. Se non mi danno lo stadio in 120 giorni forse lo costruirò ad Afragola. Il problema è che le leggi si interpretano per i nemici e si applicano per gli amici: lo stato non ci aiuta, ma ha 27 milioni di tifosi che possono essere 27 milioni di voti. Lotito e Galliani sono senatori, immaginate se lanciassero l'idea del partito politico del calcio: che forza avrebbe? Forse si farebbero le cose, oppure sarebbe una gran risata"


RISULTATI
03.03
Verona
Sassuolo
-
03.03
Inter
Genoa
-
03.03
Empoli
Cagliari
-
03.03
Lazio
Milan
-
03.03
Frosinone
Lecce
-
03.03
Torino
Fiorentina
-
03.03
Atalanta
Bologna
-
03.03
Udinese
Salernitana
-
03.03
NAPOLI
Juventus
-
03.03
Monza
Roma
-
CLASSIFICA
1
Inter
69
2
Juventus
57
3
Milan
53
4
Bologna
48
5
Atalanta
46
6
Roma
44
7
Fiorentina
41
8
NAPOLI
40
9
Lazio
40
10
Torino
36
11
Monza
36
12
Genoa
33
13
Empoli
25
14
Lecce
24
15
Udinese
23
16
Frosinone
23
17
Verona
20
18
Sassuolo
20
19
Cagliari
20
20
Salernitana
13
PROSSIMO TURNO
10.03
Genoa
Monza
10.03
Juventus
Atalanta
10.03
Cagliari
Salernitana
10.03
Lazio
Udinese
10.03
Fiorentina
Roma
10.03
NAPOLI
Torino
10.03
Bologna
Inter
10.03
Sassuolo
Frosinone
10.03
Milan
Empoli
10.03
Lecce
Verona