E' arrabbiatissimo Antonio Conte. Il pareggio di Copenhagen gli ha avvelenato il fegato e fa fatica a restare calmo, ma gli si legge in faccia che prenderebbe i suoi a schiaffoni per l'occasione gettata al vento.
"Queste sono partite da vincere, punto e basta. Potremmo avere mille attenuanti, ma di fronte a un pareggio così non reggono. Si doveva vincere. Oggi c’è da fare un grandissimo mea culpa tutti. C’è solo da essere arrabbiati con noi stessi. Ce la siamo messa in salita da soli. Avevamo una grande occasione e ce la siamo rovinata. Questo ci deve far riflettere. Oggi la partita la devi portare a casa. Sapendo di avere la gara in mano e quando fosse importante, dovevamo fare il secondo e terzo gol. Invece non lo fai e l'episodio contro ti capita e poi ti lecchi le ferite. È accaduto... e ora ci lecchiamo le ferite. Dispiace perché lavoriamo tanto. Queste cose devono darci fastidio. Se non lo fanno significa che non vogliamo crescere".
"Non sta ne in cielo ne in terra far rientrare in partita il Copenhagen capendo l’importanza che aveva per noi questa gara, con un uomo in più. Il calcio sappiamo com’è, devi entrare dall’inizio alla fine determinato e voglioso di ottenere una cosa, altrimenti rischi la beffa. Il livello nostro forse non è per questa competizione".
"Cosa dirò ai ragazzi? Niente. Oggi la situazione è così lampante che oggi non devo dire proprio niente. Chiunque capisce un po' le cose sa farsi anche un esame di coscienza".
La Juve. "Quanti siamo? Undici, dodici? Prepareremo la partita, ci sono queste difficoltà e le affrontiamo".

Commenti (0) 
