Finisce in modo amaro la Champions del Napoli, che torna a perdere in casa dopo oltre un anno ed è l'unica italiana a salutare la competizione.
E' normale essere delusi, ma cosa vuoi dire a questo gruppo di ragazzi che da un mese e mezzo non ha un attimo per rifiatare, e ogni volta che è scende in campo rischia di rimetterci i muscoli? Ci hanno provato ed è andata male. Ma alzi la mano chi li ha visti anche solo una volta scendere in campo senza voglia, senza impegno. Meritano rispetto solo per questo, e il Maradona chiude la serata applaudendo la squadra.
FORMAZIONI UFFICIALI
Napoli (3-4-2-1): Meret; Di Lorenzo, Juan Jesus, Buongiorno; Spinazzola, Lobotka, McTominay, Olivera; Vergara, Elmas; Hojlund. All. Conte.
A disposizione: Contini, Spinelli, Gutierrez, Beukema, Lukaku, De Chiara, Garofalo.
Chelsea (4-2-3-1): Sanchez; Gusto, James, Fofana, Cucurella; Andrey Santos, Caicedo; Estevao, Enzo Fernandez, Neto; Joao Pedro. All. Rosenior.
A disposizione: Jorgensen, Merrick, Acheampong, Badiashile, Hato, Delap, Garnacho, George, Gittens, Guiu, Palmer
La prima grande occasione arriva al 6', quando il pressing azzurro manda in tilt il Cheslea e il portiere Sanchez si ritrova McTominey a due passi, e gli rinvia dritto in faccia. Per sua fortuna la palla finisce alta oltre la traversa.
Il Napoli c'è ed è aggressivo, ma in questa Champions siamo bravissimi a farci male da soli. Al 16' Vergara concede una punizione da posizione golosa, Jesus completa l'opera allargando il braccio in are sul tiro. Un rigore regalato che Enzo realizza, 0-1 al 17'.
Un minuto dopo il Napoli crea un po' di panico nell'area inglese, e questo scalda squadra e pubblico. Restiamo in pressione per qualche minuto anche se al 26' rischiamo quando Neto brucia Olivera e si presenta in area, ma l'uruguaiano è bravissimo a salvare in extremis.
Ma siamo noi a spingere, e al 28' grande spunto di Di Lorenzo che si "autolancia" in area, dal fondo prova a battere Sanchez che devia in angolo.
Ma al 32' raccogliamo i frutti: Olivera va in anticipo a metà campo e lancia Vergara che inventa un eurogol: resiste alla carica di un inglese, ne manda al bar un altro con una veronica in area, e subito colpisce da biliardo mandando all'angolino lontano, 1-1.
Adesso siamo in piena trance agonistica.
Al 39' grande azione degli azzurri: McTominey libera Vergara al limite, ma il tiro stavolta finisce abbondantemente fuori.
Al 42' però completiamo il ribaltone: Olivera si sovrappone ad Elmas e crossa forte e basso per Hojlund, che di potenza devia a rete: palo-gol, 2-1.
Raggiunto il vantaggio commettiamo l'errore di rilassarci, e per poco Joao Pedro non ci castiga colpendo di testa da due passi (ahiahi Jesus).
Chiudiamo comunque avanti il primo tempo, tanta roba.
Nella ripresa il Napoli controlla la sfida, ma questa è al Champions e gli episodi contano: Joao Pedro riceve palla ai 25 metri e poi scarica un siluro all'incrocio, 2-2 e Maradona gelato.
La mazzata è doppia, perché il Napoli non ha grandi risorse in panchina e comincia a essere stanco. Inoltre dagli altri campi arrivano notizie che rendono chiaro che o si vince, o si va a casa.
All'82' Conte si gioca il tutto per tutto: escono Elams e Spinazzola, dentro Lukaku e Beukema.
Ma passano solo 30 secondi che il Chelsea ci sbatte fuori: Joao Pedro va via in contropiede e poi filmina Meret con un diagonale, 2-3 e tutti a casa.

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