Il Napoli compie 100 anni e Aurelio De Laurentiis ha concesso una lunga intervista alla RAI.
Tra le varie uscite del presidente , c'è anche quella relativa alla Champions: "In 22 anni di calcio ho sempre indovinato quello che sarebbe successo. Al mio ciclo a Napoli manca solo la Champions". E fin qui tutto ok.
Il problema è il passaggio seguente: “Chissà se Max Allegri ce la porterà. È sempre un obiettivo, si deve andare per i massimi obiettivi. Soprattutto se sei il Napoli, che è l'unica squadra italiana ad aver giocato in Europa per sedici stagioni consecutive. Sono stati 22 anni di successi, per completarli manca solo la vittoria della Champions”.
Ora tutti siamo liberi di sognare, ma anche il presidente è caduto nel pessimo vizio italiano di sopravvalutarsi. Il Napoli fa parte di un campionato minore (lo dicono i risultati europei e i tre fallimenti mondiali della Nazionale), e basta scorrere un po' l'almanacco della Champions per rendersi conto che la vince chi ha in rosa fior fior di campioni (come è normale che sia). Il Napoli ne ha uno solo, sul viale del tramonto.
Pensiamo a fare una gran bella Champions, quello s che si può fare, ma i sogni lasciamoli solo ai tifosi.
De Laurentiis ha detto anche altro: "Non eravamo mai riusciti ad avere un Napoli così vincente, con una presenza fissa in Europa. Il mio augurio? Cent'anni ancora sul tetto del mondo".
E ancora: "Maradona è stato grande, irripetibile, unico nella storia non del Napoli ma del calcio mondiale. Napoli calcio si confonde con Napoli città, una città molto particolare divisa tra paradiso e inferno, dunque in un purgatorio continuo che abbiamo toccato solo ai tempi della serie C. Per noi è stato poi sempre un Paradiso".
"Un errore di questi anni? Mi sono talvolta lasciato trascinare dal cuore più che dalla responsabilità imprenditoriale". Ecco, appunto...

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