Antonio Vergara ha concesso una lunga intervista a il Mattino. Ecco alcuni passaggi.
"Quando mi sono rotto il crociato stavo alzando bandiera bianca. Ho chiamato i miei e ho detto che ero pronto ad andare a lavorare nella nostra concessionaria d'auto a Caivano... È stato un momento buio”.
Ruolo? "Non lo so (ride, ndr). Negli ultimi cinque anni ho cambiato sempre ruolo: ho fatto il trequartista, la seconda punta, la mezzala, il trequarti a due, l'esterno alto, l'esterno a cinque di centrocampo..."
Semifinale di Champions o Scudetto? "Dico Semifinale di Champions".
Nazionale? "Non mi faccio aspettative, se viene la prendiamo".
Il Como. “Hanno fatto un grande mercato. Le voci sul mio passaggio a loro? Io so soltanto che il Napoli non ha mai pensato di cedermi. Neanche per un istante. E questa è una cosa che mi ha riempito d'orgoglio. Sentire la fiducia del mio club, rinnovare per la squadra del mio cuore è un'emozione difficile da descrivere. E il nuovo contratto è la prova che davvero credono in me”.
Cosa l'ha colpita di più di Allegri? “Cerca di creare un legame personale e diretto con ognuno di noi. Scherza, ride, è ironico, fa battute. Una cosa che io apprezzo molto”.
E Conte? “Era un maniaco della vittoria. Una mentalità unica. Anche se hai vinto 4-0 la sera prima, il giorno dopo lo vedi lì incazzato perché sta già pensando a come vincere la prossima partita”.
Un passo indietro: Allegri arriva e le dice... “Le prime parole mi sono impresse: "Dobbiamo migliorare sulla pulizia tecnica". Ecco mi ha impressionato. Sapeva già tutto di me”.

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