Il presidente Aurelio De Laurentiis ha parlato in conferenza stampa dopo aver ricevuto il Premio Sportivo alla Carriera, presso la sede dell’Associazione della Stampa Estera in Italia, a Roma.
“Sul centro sportivo è stato tutto complicato. Avevamo trovato un terreno, ma a Napoli le cose che scopri man mano diventano divertenti e patetiche. Abbiamo scoperto che esisteva un'opzione di affitto scaduta, poi ho fatto fare una indagine sulla qualità del terreno... poi però devi ragionare con chi ha la proprietà di questi terreni agricoli, che sono in gestione a dei coloni per 3-5-10 anni... diventa difficile toglierglieli, a meno di non pagarli tanto in più. Adesso a Qualiano abbiamo trovato 17 ettari e mezzo dove metteremo dieci campi di calcio e 7500 metri quadri tra uffici e spogliatoi per prima squadra e tutte le giovanili".
Sullo stadio. “Ho firmato una lettera di intenti con la Q8 per una zona a Napoli est... 38 ettari. Ci voglio fare uno stadio da 70mila posti e 120 sky box, ristoranti e tutto il resto. Un museo interattivo fatto con la mia agente di Los Angeles. Tutto pagato da me. Ci metto 24 mesi".
Sul Maradona. "Ogni estate che il Comune organizza concerti, io devo rifare il terreno di gioco e quest’anno mi hanno quasi rotto le tubature per l’irrigazione. Paghiamo 900mila euro l’anno ma tra annessi e connessi paghiamo due milioni all’anno e ce l’abbiamo in utilizzo solo il giorno della partita. Poi glielo dobbiamo riconsegnare il giorno dopo tutto pulito. Quando avrò fatto lo stadio nuovo, questo viene abbattuto? Che ci faranno? Vogliono ristrutturarlo con 200 milioni, ma con quei soldi non ci fai niente, ci fai carezza allo stadio”.
Sul calcio italiano. "Ho invitato Gerry Cardinale a cena tre anni, mi fece un discorso a cui non obiettai altrimenti avrei dovuto prenderlo e buttarlo fuori, mi diceva cose che non stavano in cielo e in terra dal mio punto di vista: è un proprietario che aveva esigenze da finanziere e non da imprenditore vero. C’è un concetto imprenditoriale che non tutti rispettano, Cardinale e i fondi hanno investito denaro per farlo fruttare ai loro investitori: se dopo un po’ di tempo non hanno avuto un guadagno, allora che benefit è stato apportato? Nessuno”.
Sugli allenatori. “Devono capire che sono dei collaboratori chiamati a dirigere l’orchestra dei calciatori, ma sono pur sempre dei dipendenti, a volte lo dimenticano”.
Il film sul centenario. “Probabilmente la prossima settimana terminiamo le riprese. La storia del Napoli inizia a fine ‘800, raccontiamo tutta la storia fino a ieri, e saremo nei cinema italiani nella seconda settimana di gennaio, per poi approdare sulle piattaforme dopo aver sfruttato le sale. Ad avere le idee è complesso, realizzarle è complicatissimo. Ho fatto scrivere una scaletta di eventi a Mimmo Carratelli, erano una serie di eventi che si sono susseguiti nell’arco di cento anni. Poi ho chiamato il mio amico Maurizio De Giovanni per farmi scrivere la sceneggiatura, mi ha detto ‘certamente’, è l’uomo più richiesto d’Italia e ha 4-5 manifestazioni al giorno e nei ritagli di tempo in dieci giorni mi ha consegnato le pagine della sceneggiatura. Le ho lette e ho chiamato un regista, Pacifico, che stava partendo per Ginevra: gli ho detto vai lì, torni e mi raggiungi a Castel di Sangro per scrivere tutto, per aggiustare il tiro perchè 100 anni sono complessi da raccontare. Io credo che il girato che stiamo montando in parallelo se non sfiorerà le quattro ore ci si avvicina. O faccio un film lungo tre ore, oppure prima parte e seconda parte distanziate di due settimane, o magari un happening da vedere durante il weekend. Poi lo dividerò in quattro puntate da mandare su una piattaforma, che avrà una sua valenza internazionale".
Su Infantino. "Sono stato al Mondiale in America e vedevo stadi organizzati in maniera strepitosa, volevo fucilare Infantino per l’organizzazione, alzo le mani e gli dico bravo”.

Commenti (0) 
