Mancini cambia 8/1 dell'Italia e si vede un prodotto completamente diverso. Noi facciamo quello che il Belgio ha fatto con noi pochi giorni fa mentre la Turchia (in crisi nera) fa la nostra parte.
La prima differenza è la cattiveria: al posto delle mammolette sonnacchiose viste all'Olimpico, si vedono undici giocatori assatanati. E questo già cambia tutto.
La seconda cosa è il fraseggio: rapidissimo, continuo, nello stretto o subito a cercare la verticalità. Bello.
Certo, la Turchia ci mette tanto del suo perché giochiamo contro 11 sagome. E infatti facciamo 3 gol in 25 minuti. Sblocca Bastoni, bis di Frattesi e tris di Kayode.
L'importanza dell'atteggiamento e della condizione fisica si vede a inizio ripresa, quando siamo mollicci e becchiamo subito l'1-3 che ci mette paura. Per fortuna Pio Esposito ci rimette subito a distanza di sicurezza, e poco dopo un offside "geografico" annulla il possibile 2-4.
Abbiamo l'occasione di fare il quinto, ma pure di subire il secondo. Però il risultato non cambia.
Nota a margine: come gli capita anche a Napoli, Vergara parte dalla panchina, si scalda ma poi non entra. Entra invece Di Lorenzo, ma solo al 84'.
Venerdì terza partita, e stavolta l'asticella si alza di brutto: a Parigi contro la Francia.

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