Il difensore azzurro Benoit Badiashile ha rilasciato un'intervista a Radio Kiss Kiss Napoli.
«Sono felice di essere qui a Napoli, perché è uno dei club più importanti d'Italia e d'Europa. Prima di venire ho conosciuto la passione dei tifosi per questa squadra, l'ho visto l'anno scorso quando sono venuto con il Chelsea in Champions. Una volta arrivato allo stadio, avevo percepito l'atmosfera pazzesca che si respirava. Aspettavo con impazienza di arrivare a Napoli e diventare parte di questo progetto. Sono fiero di rappresentare questa città e di indossare questa maglia».
«Sono una persona calma e cerco di esprimere questo lato del mio carattere anche in campo, trasmettendo ai compagni positività e tranquillità. Come caratteristiche invece credo di avere una buona tecnica di base nel possesso palla».
Differenze tra Premier e Serie A. «Qui viene data un po' più di importanza alla tattica rispetto all'Inghilterra. In Premier League i ritmi sono più veloci e si gioca continuamente da un'area all'altra. Qui il gioco è un po' più lento e hai più tempo per ragionare sulla giocata da fare. In ogni caso, mi piace il modo in cui si interpreta il calcio in Italia».
La sconfitta contro il Villarreal. «Dobbiamo dimenticarla il prima possibile e concentrarci sulla prossima partita: è la cosa più importante. Credo che siano mancati i dettagli, perché quando giochi in Champions ogni errore viene punito. Dobbiamo migliorare sotto alcuni aspetti: essere più attenti nelle chiusure in area di rigore e più puliti e precisi nell'uscita palla al piede dalla difesa. Ma siamo uniti e supereremo insieme questa fase negativa».
Crescita. «La mia prima partita è stata difficile perché non ero abituato ad alcuni meccanismi del calcio italiano, ma adesso mi sento più a mio agio, grazie ai tanti allenamenti e ai confronti con l'allenatore e i miei compagni. Ora ho capito come il mister vuole che difendiamo e le cose vanno molto meglio per me».
Su Max Allegri. «È una delle ragioni principali che mi hanno spinto ad accettare di venire a Napoli. Penso che sia uno dei più grandi allenatori al mondo, ma questo lo sanno tutti. Giorno dopo giorno cerco di ascoltare le sue indicazioni, perché so che ha tanto da insegnarmi sul modo di difendere. Sono molto orgoglioso di giocare per lui».
Napoli e Chelsea. «Sono due club che si assomigliano molto. La pressione si avverte sia lì sia qui, perché sono due squadre che hanno l'obbligo di vincere ogni partita. Non ci sono molte differenze, forse soltanto dal punto di vista culturale».

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