Il presidente Aurelio De Laurentiis ha concesso una lunga intervista a CBS Sports.
Ecco alcuni passaggi.
La difficoltà più grande. "Il problema maggiore da quando ho preso il Napoli è la differenza di risorse tra i club. Noi guadagniamo un terzo di Milan e Inter, la metà della Juventus, un quarto del Real, del Psg, City, United... cos è veramente difficile essere in competizione con loro. Cosi noi siamo stati molto attenti nella gestione economica del club. Siamo stati fino ad ora capaci per competere e a mettere la vita difficile agli altri!. In ogni caso, la mia intuizione di Sarri era solo un’idea che ho avuto e si è rivelata un'idea vincente! Come con Benitez, Ancelotti, Spalletti, Conte che sono il meglio del meglio! Per convincerli a venire con noi non è stato facile ma è stata una grande intuizione e abbiamo avuto la capacità di farlo e lo faremo anche in futuro!".
"Il calcio è vecchio, dobbiamo rinnovarlo. La nuova generazione è velocissima, sono cresciuti con i telefoni, loro hanno la passione ma non la pazienza! Non riescono a vedere una partita per 2 ore davanti al televisione, se vengono allo stadio si... davanti alla Tv no! Magari si può passare a 2 tempi da 25 minuti effettivi, come si fa nel basket!"
Sugli agenti. "Noi investiamo tantissimi soldi, ma gli agenti sembrano i proprietari del calcio. Chiedono tantissimi soldi per cosa? Solo per firmare un contratto e poi scomparire? Se un giocatore ha un problema, gli agenti scompaiono!".
E poi ci sono troppe squadre. Nel 1986 ce n'erano solo 16 in Serie A.... poi sono diventate 20 e il numero delle partite è esploso. Anche la UEFA vuole fare più soldi e fa competizioni più lunghe... e dopo l’arrivo del Re Infantino abbiamo fatto anhce il mondiale per club. I giocatori non possono giocare 70 partite in una stagione, altrimenti si suicidano! Modric ha 40 anni, è un giocatore fantastico ma se gli dici: Caro Luka, vuoi giocare 70 partite all’anno? Direbbe: assolutamente no!".
Il rapporto con gli allenatori. "Ad alcuni piace condividere le decisioni di calciomercato, ad altri invece no. Vi faccio un esempio: nel secondo anno con Spalletti mi chiese solo di acquistare Raspadori, fu l’unica sua richiesta. Per il resto abbiamo fatto noi... e abbiamo vinto lo Scudetto. Quando un allenatore ti chiede giocatori, cerchi sempre di accontentarlo per evitare che poi possa dirti “guarda ti avevo detto di comprare quel giocatore, guarda come gioca e come segna!”. Tante volte devi accontentarlo, ma la realtà è che devi essere organizzato con la società per capire esattamente come funziona il mercato".
Il quarto Scudetto. "È stato un thriller... mentre il terzo Scudetto era scritto da tempo e non fu una sorpresa, il mio secondo tricolore è stato come vivere in un casino fino all'ultimo. Incredibile. C'erano tante cose speciali: abbiamo avuto tantissimi giocatori e tutti giocavano per la maglia, per Conte. Lo si vede nel film, Conte urlava ed era eccitato ogni partita, e chiedeva a tutti quanti di non mollare mai. Perché se ci fosse stato un momento di distrazione, gli altri ci avrebbero mangiato. Questo è il mio punto di vista, Conte è un grandissimo motivatore".
Su McTominay. "Scott credo sia davvero un uomo scozzese. Lui è come un attore: elegante, serio, un amico, un bravo ragazzo. Ho incontrato tante persone in 22 anni di calcio, ma Scott ha davvero una personalità pazzesca".

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