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De Laurentiis: «Rosa più competitiva dell'anno scorso». E bacchetta i giornalisti

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Il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis è intervenuto in conferenza stampa a Castel Volturno. «Sono stato per un bel po' in Cina e poi in Inghilterra, e ho visto che lì c'è tanto amore per il calcio. Anche negli Stati Uniti c'è un grande fermento, c'è desiderio di fare calcio professionale. Molte famiglie lo preferiscono al Football Americano, che può fare molto male».

Sui procuratori: «A Londra non si cerca mai lo scoop o il commento a sensazione. Quando ho parlato dei procuratori, nessuno si è scandalizzato. Anzi si sono fatti una risata. Io non faccio di tutta un'erba un fascio, però credo che il calcio sia obsoleto, abitato da persone culturalmente anziane. Oggi Allegri ha detto una cosa: «Il giornalismo non ama più raccontare lo sport, neppure analizza la tecnica. Oggi conta solo la polemica».

«Il Napoli mi sta a cuore, e con voi giornalisti voglio fare un patto. Parlate del calcio in genere, non fate pagine avvelenate come se fossimo arrivati all'ultimo stadio, come se avessimo un cancro che non ci lascia speranza. Sono al dodicesimo anno di calcio, non posso più perdermi nel parlare degli arbitri, avrei potuto farlo due anni fa, cinque anni fa. Arriverà la moviola in campo, tra tre anni avremo una schermatura che farà vedere immediatamente sul campo cosa accade, così tutti quanti avranno la lesa riparata».

Poi c'è un passaggio a due voci con Sarri. Il tecnico dice: «Volevo che qualcuno della società parlasse degli arbitri, non parlavo dei torti». Qui interviene De Laurentiis che precisa: «Sarri ha solo risposto a delle domande, io avrei fatto lo stesso al posto suo. Quelli che intervistano, vecchi lupi, fanno certe domande apposta, così sembra che la sua risposta sembra sia una sua autonoma affermazione».

Sulla stagione azzurra. «Abbiamo una rosa che forse è più competitiva dell'anno scorso. E' vero che c'è stato l'incidente di Milik, ma c'è Gabbiadini e pure Callejon e il falso nove. Sarri saprà creare un'alternativa. Riguardo ai nuovi arrivati, è chiaro che ci vuole tempo. Il mister preferisce uno più stanco ad uno che non si sa come giocherà, si prende questi rischi e si assume rischi, onori e responsabilità».

Sul mercato. «Dovrebbe essere ripensato. Essere costretti a vendere qualcuno durante il campionato non va bene. Servirebbe fare una pausa di 15 giorni a gennaio, e in quel tempo fare tutto il mercato in modo che gli agenti non facciano i fetentoni».

Sul fatturato. «Molti non comprendo che la Juventus appartiene alla Famiglia Agnelli da decenni. Dietro la Juve ci sono Ferrari, Maserati, Fiat ed un secolo di storia. Noi abbiamo ereditato il Napoli che non era niente. Tutti pensano che tra questo Napoli e quello di Maradona ci sia un filo, ma non è così».

Poi Sarri chiude così: «Domani avremo bisogno di tutti. E voglio anche Aurelio allo stadio». E il patron risponde: «Se me lo chiede Sarri non posso non venire».


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