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Gabbiadini, il raptus nasconde un dato di fatto: mezz'ora flop anche a Crotone

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Avremmo voluto raccogliere l'invito di Sarri e tenere Gabbiadini fuori dai nostri discorsi per un po'. Ma è obbiettivamente impossibile non pensare a quello che è successo ieri a Crotone, anche perché la vicenda apre a tantissimi spunti riflessione, che sarebbe impossibile affrontarli tutti.

Vogliamo però partire da un punto di vista differente riguardo alla questione. Manolo ha avuto un raptus e dopo mezz'ora s'è fatto buttare fuori. Ok, ma la mezz'ora prima l'ha giocata. E ancora una volta maluccio. L'unico che non avrebbe raggiunto la sufficienza.
Evanescente per gran parte del tempo, ha avuto una palla buona su cross di Callejon ma l'ha tirata addosso al portiere (anche se non era facilissimo perché al volo). Anche volendo cancellare l'episodio dell'espulsione, resta quindi l'ennesima prova opaca (contro la difesa del Crotone, mica contro il Real).

Questo ci riporta alla mente un discorso che facemmo tempo fa. Gabbiadini avrà pure una bella media realizzativa, ma analizzando i gol fatti in azzurro solo poche volte è risultato decisivo. Tutti gli altri gol li ha segnati quando il risultato era ormai in ghiacciaia, e quindi quando le difese avversarie avevano allentato la presa (oppure su rigore, come mercoledì scorso).
Quando invece c'è da scardinare, difficilmente ci riesce. E non è una questione di fisico perché Mertens, che non è proprio un granatiere, tra Besiktas e Crotone ha segnato un gol e si è procurato un rigore (da prima punta) e ha sfiorato un altro gol contro i calabresi.

La questione quindi è nella testa, nella ferocia e nel carattere. E qui torniamo al raptus di ieri. Sarri ha provato ad abbozzare una difesa dicendo che il ragazzo è introverso ed è sempre nel mirino, e va lasciato in pace. Ok, sarà vero. Ma allora vuol dire che non ha le spalle abbastanza larghe per giocare in una squadra di vertice.
Non è grave, tantissimi giocatori si sono consacrati in provincia perché quella era la loro dimensione (Di Natale ad esempio, non ha mai voluto lasciare la tranquillità di Udine e ha detto no a Napoli, Juve e Inter). Basta rendersene conto.

img di Stefano Mastronardi


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