L'esterno brasiliano Alisson Santos è stato il protagonista del secondo episodio di "Small Talk", sui canali ufficiali della SSC Napoli.
Il primo gol azzurro, contro la Roma: "In quell'azione ho stretto verso il centro così che i difensori mi concedessero un po' più di spazio. Lì Giovane mi ha trovato in buona posizione, ho controllato con il sinistro per aggiustarmi palla ed ho calciato in porta. Sono stato felicissimo di aver fatto gol perché allo stadio c'erano mia mamma e mio fratello, oltre al mio agente. Erano lì con me, per supportarmi in questa mia prima partita allo stadio Maradona. Per me è stata una sensazione incredibile. Sono riuscito a segnare con questa maglia così importante, per un grande club, e sono stato felice di aiutare la squadra a conquistare un pareggio in quella partita. È stata una grandissima sensazione, perché dopo aver segnato lo speaker ha gridato il mio nome e anche i tifosi hanno fatto lo stesso dopo il gol. Lo stadio era pieno, sentivo i tifosi gridare il mio nome e per me è stata una sensazione incredibile. Quindi, per me, quello è stato il momento in cui ho sentito davvero di avercela fatta, di aver davvero realizzato il sogno di poter giocare in un grande club come il Napoli. Segnare al "Diego Armando Maradona" è stato molto gratificante per me, spero sia il primo di molti gol e di poter continuare a segnare tanto e ad aiutare la squadra, che è l'importante".
I miti Neymar e Ronaldinho: "Mi sono sempre ispirato a loro. Sono due brasiliani, Neymar gioca ancora, Ronaldinho non più, e ci accomuna la posizione in campo. Quindi, fin da piccolo, ho sempre seguito le loro partite, i loro video, per poter trarre ispirazione, cercare di giocare come loro e ispirarmi a loro al momento di scendere in campo, cercando di essere felice come lo erano loro, e come lo è ancora oggi Neymar quando è in campo a giocare. Quindi, loro sono ancora la mia fonte di ispirazione".
Il sogno da bambino: "Il mio sogno da bambino era quello di diventare un calciatore e l'ho realizzato, conquistare grandi successi nella mia carriera, centrare grandi obiettivi e arrivare in un grande club, come quello in cui sono arrivato ora, il Napoli. Per cui mi sento sempre più realizzato e spero di continuare a lavorare molto per poter realizzare sempre più sogni. Ho un altro sogno che spero di realizzare, che è quello della Nazionale brasiliana. Dovrò lavorare molto per riuscirci, ma so che niente è impossibile e spero nella convocazione".
L'arrivo a Napoli: "È stato faticoso perché la sera prima di partire ho giocato con lo Sporting, e non avevo un volo diretto per Napoli, quindi ho dovuto fare un viaggio di 6 ore dopo la partita: da Lisbona a Madrid, poi un volo per Roma dove ho fatto le visite mediche, che sono state abbastanza impegnative. Ma è stata una stanchezza che penso che chiunque vorrebbe provare, perché arrivare qui al Napoli penso sia un sogno per chiunque. Io desideravo molto arrivare qui, per cui è stato stancante ma sono molto grato a Dio per questo, per essere arrivato qui. Il mio arrivo qui è andato più o meno così".
Il rapporto con i tifosi napoletani e la città: "Credo che tanto il club quanto i tifosi mi abbiano accolto molto bene e questo mi è piaciuto molto. La città è molto bella, accogliente, i napoletani sono come noi brasiliani. Sono molto accoglienti e per questo mi sono sentito a casa. Fin dalla prima o dalla seconda settimana mi sono sentito a casa, molto ben accolto, per cui l'impatto è stato molto buono per me e appena arrivato mi sono sentito subito a casa".

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