Mentre ancora stiamo assorbendo lo sdegno per i calciatori che vanno ai festini con le mignotte, ecco che scoppia un altro putiferio che stavolta coinvolge il numero uno degli arbitri, il designatore Rocchi. Il capo dei fischietti sarebbe indagato per concorso in frode sportiva, anche se nella sostanza i fatti somigliano più che altro a un abuso di potere.
I fatti risalirebbero al campionato 2024-2025. Cercando di riassumere: Rocchi sarebbe illegittimamente intervenuto per indirizzare le decisioni di VAR e AVAR in base al suo punto di vista. Un episodio in particolare viene citato, ossia un presunto rigore durante Udinese-Parma, che gli addetti al VAR a Lissone stavano per giudicare NON punibile. A quel punto però sarebbe intervenuto Rocchi, che richiamando con veemenza l'attenzione degli addetti avrebbe suggerito loro di concedere il penalty. Che infatti viene concesso.
Rocchi avrebbe così usato al sua posizione di vertice per esercitare pressione sugli arbitri affinché decidessero quello che LUI voleva (e non poteva farlo perché non è lui l'arbitro).
Va detto che questo caso, contenuto in un esposto di Domenico Rocca, è stato già stato esaminato dalla giustizia sportiva, che ha del tutto sorvolato sull'episodio.

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