Antonio Conte ha parlato dopo la sconfitta interna con il Bologna.
"Non è la prima volta che ci troviamo presto in svantaggio, anche con il Verona in casa andammo 0-2 nel primo tempo. Questo significa che non è un caso. Dobbiamo essere più cattivi nell’approccio. Però siamo stati bravi a recuperare la partita e abbiamo provato a vincerla spingendo tanto. Io dico sempre che se non le puoi vincere, queste partite non le puoi perdere. Purtroppo c’è stata la beffa finale, non penso la meritassimo anche perché a parte quel tiro finale non ricordo occasioni per il Bologna. A volte il diavolo ci mette la coda e ce l’ha messa stasera. Però la prestazione non mi è dispiaciuta, come volontà e voglia dei ragazzi, se vogliamo vedere il risultato è negativo e ci riporta con i piedi per terra, mancano due partite per conquistare un posto in Champions, che è importante a livello economico, e poi vedremo come finiremo il campionato".
Il quadro tattico. "Noi siamo partiti in estate cercando di trovare una situazione tattica per far giocare i migliori, poi strada facendo ci sono stati gli infortuni per mesi che ci hanno tolto giocatori che importanti. Penso a Neres che era nel miglior momento e si è fatto male da solo. Fa parte del gioco, un allenatore dev'essere bravo a trovare la soluzione per non affondare. Grazie ai ragazzi siamo stati bravi nelle difficoltà a tenerci a galla, ora ci sono due partite per portare la nave in porto, poi si tireranno le somme".
Cambio tattico nelle ultime due partite? "... ma di che parliamo, mancano due partite e mica ci mettiamo a fare gli esperimenti. Quello che stiamo facendo ci ha portato ad essere secondi a giocarci la Champions League, cosa dobbiamo inventarci? Potrebbero solo portare a disequilibri, poi Dio vede e provvede l'anno prossimo alla situazione tattica."
Su Hojlund. "E' l’unico attaccante che abbiamo in rosa e deve giocare sempre lui. Gli sarebbe stato utile magari avere la possibilità di riposare ed entrare a gara in corso. È giovane e ha tanta energia, ci sono momenti in cui deve attaccare la profondità ed altri in cui deve proteggerla, ma ha ottime qualità e solo 23 anni, con margini di miglioramento importanti e poi lavora per la squadra. Ad Hojlund non gli si può dire assolutamente niente".
Alisson Santos come Kvara. "Sta crescendo di partita in partita, lo utilizziamo per esaltare le sue caratteristiche. È venuto dallo Sporting dove non era mai stato titolare. Tramite il lavoro e l’applicazione è cresciuto in maniera esponenziale, ha margini di miglioramento. Quando iniziano a conoscerti diventa tutto un pochettino più difficile".

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